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Foreste, uno studio in prospettiva sulle minacce in Europa

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foreste in europa centrale

Quale sarà l’evoluzione delle foreste europee nell’attuale prospettiva di cambiamento climatico e dei rischi ad esso collegato? Uno studio uscito su Science il 5 marzo, offre, attraverso un modello di simulazione basato sul deep learning, una previsione, in diversi scenari climatici, dei disturbi forestali fino alla fine del secolo. Allo studio hanno lavorato vari team internazionali, per l’Italia ha partecipato il CNR-Isafom (Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche).

Il lavoro integra dati satellitari raccolti dal 1986 al 2020 con simulazioni avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti in tutta Europa. I ricercatori hanno usato il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, per addestrare un modello che proiettasse l’evoluzione delle foreste e i regimi di disturbo, con una risoluzione spaziale di un ettaro.

Il modello, basato su AI, ha permesso una valutazione chiara e spazialmente precisa dello sviluppo di minacce. Tra i principali disturbi alle foreste europee, è emersa l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi. Le minacce, secondo i risultati, sono in aumento in tutti gli scenari climatici considerati.

L’Europa meridionale e occidentale risultano particolarmente colpite. In tali aree lo studio prevede un aumento significativo di incendi e stress idrico: tali condizioni favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale, su scala continentale, risulta meno vulnerabile: sono attesi, però, hotspot locali più a rischio.

Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare“, spiega il Cnr Isfom.

I risultati evidenziano, insomma, che i disturbi forestali stanno assumendo dimensione sistemica. Gli impatti riguarderanno diversi ambiti: la salute degli ecosistemi, i bilanci di carbonio, e anche i settori economici legati al legname fornito da queste zone.

Secondo i ricercatori, i fattori di rischio possono diventare anche occasione di cambiamenti resilienti. Dopo l’accadimento di eventi estremi nelle foreste, infatti, è possibile implementare, gestendo gli interventi con il supporto di dati scientifici, processi di innovazione che favoriscano l’insediamento di popolamenti adattati alle nuove condizioni climatiche.

 

Foto: MichaelUtech, getty images

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