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Batterie esauste, solo il 31% delle portatili è raccolto e avviato a recupero

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una mano inguantata sistema delle batterie esauste in una scatola

Le batterie esauste, se non gestite correttamente, possono disperdere sostanze inquinanti nel terreno e nelle falde acquifere. Eppure, nel nostro Paese, meno di una batteria portatile su tre viene raccolta per essere avviata a recupero.

È quanto emerge dal rapporto presentato ieri dal Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori (Cdcnpa). Gli 8.868.248 kg di rifiuti di batterie portatili, raccolti nell’anno 2025, rappresentano un tasso di raccolta appena del 31%. Ben al di sotto degli obiettivi di raccolta stabiliti dall’Ue: pari al 45% entro il 31 dicembre 2023, e al 63% entro il 31 dicembre 2027.

Chi ritira le batterie esauste

Il rapporto evidenzia come oltre il 70% dei punti di raccolta sia costituito dai punti vendita della distribuzione, ma il contributo maggiore ai quantitativi raccolti continua a venire dai centri di raccolta comunali. Gli operatori della distribuzione, va ricordato, sono obbligati a ritirare gratuitamente, presso i propri punti vendita, qualsiasi rifiuto di batteria portatile, senza obblighi di acquisto di una nuova batteria da parte del consumatore.

Sul piano territoriale, guida la raccolta il nord Italia, con al primo posto il Piemonte con 2.316.331 kg di rifiuti di batterie, seguito da Lombardia e Veneto. Il Lazio è a 547.847 kg, ultima la Puglia con 166.441 kg. Il rapporto 2025 include anche batterie industriali e per avviamento dei veicoli: i consorziati del Cdcnpa hanno contribuito a una raccolta su scala nazionale di 43.409.848 kg.

Il rapporto sottolinea, infine, come si trovi a fotografare un assetto in via di superamento, dal momento che il Regolamento Ue dedicato (2023/1542) è appena stato integrato nella normativa italiana grazie al decreto legislatico 29 del 10/02/2026. L’adeguamento metterà in atto un sistema più esigente e più comparabile nei dati.

L’importanza di una corretta raccolta

Le batterie esauste rientrano nei rifiuti urbani pericolosi e non devono mai essere gettate nell’indifferenziata. Attraverso la raccolta differenziata è possibile estrarre i singoli metalli (piombo, cadmio, mercurio, ferro, manganese, zinco) e le soluzioni acide o alcaline, per provvedere al riciclaggio o al corretto smaltimento.

Le normative europee mirano ad aumentare il tasso di riciclo delle batterie esauste e a promuovere pratiche responsabili lungo tutta la filiera produttiva. Nello stesso tempo favoriscono l’innovazione e una produzione europea, anche per garantire più trasparenza nelle catene di approvvigionamento.

 

Foto: Canva

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