L’ondata di caldo record che ha investito l’Europa, con il mese di giugno tra i più caldi mai registrati, sta per attenuarsi. Ma l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) già avvisa che che le prossime estati saranno ancora più difficili.
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, domenica 28 giugno su X ha scritto che «l’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente sulla Terra, con temperature doppie rispetto alla media globale. Attualmente 150 milioni di persone vivono in condizioni di caldo estremo, centinaia sono morte, le scuole sono chiuse e le reti elettriche sono al collasso. A causa dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, il fenomeno dell’ondata di caldo “che si verifica una volta ogni generazione” si sta ormai ripetendo quasi ogni anno. Eravamo stati avvertiti».
Secondo Hans Henri Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, le ondate di caldo non sono più eventi isolati e imprevedibili, stanno diventando ricorrenti e più frequenti, più intense e più durature. Secondo Kluge, «Piani d’azione per la salute durante le ondate di calore, sistemi di allerta precoce, spazi rinfrescanti, interventi mirati per le persone vulnerabili: non sono esercizi burocratici. Stanno salvando vite proprio ora. Ne servono ancora, in tutta la Regione europea».
In Italia il Piano sociale per il clima (PSC), la cui versione definitiva avremmo dovuto trasmettere a Bruxelles un anno fa, non risulta ancora formalmente presentato. Mentre il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC) approvato nel dicembre 2023, ha visto l’insediamento del Comitato di indirizzo dell’Osservatorio per l’adattamento alla crisi climatica solo lo scorso marzo.
Appaiono sempre più urgenti, a protezione della popolazione da fenomeni come l’ondata di caldo, interventi di mitigazione e adattamento, come ad esempio una strategia nazionale per i “rifugi climatici”. Si tratta di luoghi aperti al pubblico (e di solito gratuiti) in cui le persone possono rinfrescarsi o avere un po’ di sollievo dal caldo, per esempio biblioteche, musei, centri commerciali, giardini pubblici, o piscine. Mapparli e organizzarli offrirebbe alla popolazione uno strumento utile per le ondate di caldo più intense.
Una strategia di mitigazione richiederebbe anche il rapido abbandono dei combustibili fossili, la cui importazione aggrava la crisi climatica in corso.
Immagine: @EuropeanSpaceAgency, Youtube
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