Sarà Ginevra la sede dei nuovi negoziati dedicati al Trattato sulla plastica. Dopo il fallimento, tra novembre e dicembre, dell’incontro a Busan, l’ultima sessione per finalizzare l’accordo globale contro l’inquinamento da plastica, anche nell’ambiente marino (INC-5.2), inizierà tra una settimana. Infatti, la seconda parte della quinta sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione per sviluppare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante è prevista dal 5 al 14 agosto.
A Busan, la ricerca dell’unanimità (impedita da un ristretto numero di Paesi che blocca i progressi) aveva vanificato il round di colloqui. Per Zaynab Sadan, Global Plastics Policy Lead del Wwf, «In un contesto geopolitico instabile, questi negoziati sono sul filo del rasoio. I Paesi produttori di petrolio stanno strumentalizzando il consenso per minare l’accordo, non per costruirlo. Questo non è multilateralismo, è ostruzionismo».
Ogni giorno che passa senza un trattato aggrava la crisi e complica le azioni per contenerla: infatti, ogni giorno 30.000 tonnellate di plastica si riversano negli oceani.
Secondo uno studio dell’Unep uscito due anni fa, l’inquinamento da plastica può essere ridotto dell’80% entro il 2040 grazie alle tecnologie già esistenti. Esse permettono una riduzione del 55% della produzione di plastica vergine. Promuovendo pratiche di economia circolare si potrebbero risparmiare, a livello globale, 4,52 trilioni di dollari e creare 700mila nuovi posti di lavoro.
Foto: bakhrom_media, Pixabay
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