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Rapporto Rifiuti Speciali, cresce la produzione ma anche il recupero

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operaio gestisce rifiuti speciali

Pubblicato ieri il Rapporto Rifiuti Speciali curato dal Centro Nazionale Rifiuti ed Economia Circolare dell’ISPRA. Il report offre un quadro in merito a produzione, gestione, import/export, localizzazione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi nel nostro Paese. Il Rapporto si basa sulle informazioni delle Agenzie regionali e provinciali, validate e inserite nel Catasto nazionale dei rifiuti.

Più rifiuti prodotti…

Questa 24esima edizione del Rapporto, riferita all’anno 2023, rileva una crescita dei rifiuti speciali del +1,9% rispetto al 2022. Si tratta di 3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali in più su un totale di 164,5 milioni di tonnellate.

Anche quest’anno il settore che produce più rifiuti è quelli delle costruzioni e demolizioni: quasi il 51% della produzione complessiva. Mentre quello che contribuisce di più alla produzione dei rifiuti pericolosi è il settore manifatturiero con il 36,1% corrispondente a quasi 3,7 milioni di tonnellate.

… ma più rifiuti trovano una seconda vita

Nel 2023 risulta in aumento, però, anche il tasso di recupero: con il record del 73% dei rifiuti speciali che ha una nuova vita. 130 milioni di tonnellate recuperate, di cui oltre 80 milioni di tonnellate sono rifiuti da costruzione e demolizione che diventano prevalentemente sottofondi stradali e rilevati. Mentre 21 milioni di tonnellate di rifiuti di metalli e composti metallici (11,6% del totale gestito) vengono riutilizzati sopratutto da acciaierie del Nord Italia. Riciclate le sostanze organiche come carta, cartone e legno (circa il 7% del totale gestito). Molto positivo, inoltre, il dato sullo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali: rispetto al 2022, diminuisce di 997 mila tonnellate (-11,2%).

Il Rapporto Rifiuti Speciali riporta anche lo stato dell’ end of waste ovvero della implementazione del processo attraverso cui un rifiuto cessa di essere tale, per mezzo di procedure di recupero, ed acquisisce invece lo status di prodotto. Nel 2023 sono stati effettuati 42 controlli su impianti con autorizzazioni “caso per caso” – raddoppiati rispetto al 2022 – per verificare la cessazione della qualifica di rifiuto.

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