Il Ciclone Harry, che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna nei giorni scorsi, è stato caratterizzato da venti record, che hanno localmente superato i 100 km/h, da mareggiate distruttive e gravi impatti costieri. In alcune aree, le precipitazioni giornaliere hanno superato i 150 mm, causando alluvioni e interruzioni. Esiste un nesso tra il Ciclone Harry e il cambiamento climatico in atto nell’area mediterranea? Uno studio pubblicato dal team internazionale ClimaMeter lo conferma.
I mutamenti del clima locale nel tempo
Lo studio sottolinea come «eventi simili alle condizioni meteorologiche che hanno portato al Ciclone Harry» siano cambiati nell’arco di tempo che va dal 1988 ad oggi, rispetto a come si sarebbero manifestati nella regione negli anni 1950-1987. Le variazioni di temperatura «mostrano un robusto segnale di riscaldamento, con aumenti di circa +1-+2 °C sulla Sicilia e sulle aree circostanti, coerenti con uno stato di fondo più caldo durante l’evento. Le variazioni delle precipitazioni non sono uniformi, ma suggeriscono condizioni localmente più umide».
Venti più forti ed esposizione delle aree urbane
L’intensificazione dinamica più chiara riguarda le variazioni nella velocità dei venti in prossimità della superficie, aumentate, rispetto al passato fino al 15%: «Venti più forti sul versante ionico della Sicilia e sul mare adiacente, con aumenti comunemente intorno a +4 – +8 km/h e massimi locali vicino al settore costiero orientale». Anche le aree urbane, come Catania, Messina e Cosenza, mostrano condizioni più calde e venti più forti rispetto a eventi precedenti. Situazione che implica una maggiore esposizione ai danni causati dal vento e a onde e mareggiate.
Cambiamenti climatici antropici
Dal momento che i ricercatori stimano che le fonti di variabilità climatica naturale, in particolare l’Oscillazione Decennale del Pacifico (PDC), potrebbe aver influenzato solo parzialmente l’evento, la conclusione è che l’intensità degli eventi meteorologici che hanno configurato il ciclone Harry «sia stata amplificata dai cambiamenti climatici indotti dall’uomo».
Foto: YouTube, @rainews
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