Greenpeace Italia ha lanciato una petizione per chiedere lo stop all’uso dei pesticidi e una maggiore tutela della biodiversità Secondo il dossier Legambiente “Stop pesticidi nel piatto” fino al 48% degli alimenti sugli scaffali italiani contiene residui di pesticidi. Nella frutta superano spesso punte del 70%. Parliamo di sostanze – neonicotinoidi, glifosato, fungicidi e insetticidi – al centro dell’attenzione scientifica per i possibili effetti sul sistema nervoso, endocrino e riproduttivo degli organismi esposti.
I pesticidi, inoltre, diffondendosi nell’ambiente ben oltre i campi agricoli, impattano sugli ecosistemi. Gli insetti impollinatori – tra cui le api, responsabili di circa due terzi della produzione di frutta e verdura – sono tra le specie più esposte. Con futuri rischi, che riguardano anche gli esseri umani, sulla catena alimentare.
Secondo uno studio del 2024, l’esposizione cronica a residui di pesticidi, anche a dosi definite “sicure”, compromette orientamento, apprendimento e sistema immunitario degli insetti impollinatori. Non a caso, circa un terzo delle popolazioni europee di api e farfalle è già in declino. Solo in Italia sono scomparsi 200.000 alveari negli ultimi dieci anni.
“Non possiamo più ignorare il legame tra ciò che mangiamo, l’ambiente e la nostra salute. La Commissione Europea, inoltre, con il pretesto della semplificazione normativa, sta portando avanti un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente: con la proposta Omnibus sulla sicurezza di alimenti e mangimi, si vorrebbe introdurre la possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni sistematiche necessarie a vietarne l’uso quando nuove evidenze scientifiche ne provano la pericolosità”, ha dichiarato Silvia Visca, responsabile programma biodiversità di Greenpeace Italia.
La petizione, rivolta alle istituzioni italiane ed europee, chiede:
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di vietare i pesticidi più pericolosi per la salute umana e la biodiversità a partire da quelli con effetti documentati sul sistema endocrino, neurologico e sugli impollinatori;
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di fermare la deregulation prevista dal “pacchetto Omnibus”, la proposta di riforma delle norme dell’Unione europea che mira a ridurre le revisioni periodiche su pesticidi consentiti e allungare le autorizzazioni alle multinazionali dell’agrochimica;
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regole più stringenti che tengano conto degli effetti combinati e cronici della presenza di più sostanze presenti nello stesso alimento. Ad oggi la conformità legale si basa infatti sulla singola molecola, senza considerarne il cosiddetto multiresiduo;
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un sostegno concreto all’agroecologia, con investimenti in modelli agricoli che promuovono pratiche agricole sostenibili e riducono l’uso della chimica di sintesi e tutelano suolo, acqua e biodiversità.
Qui è possibile firmare: https://attivati.greenpeace.it/petizioni/stop-pesticidi/
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