Quanti ricordi e riflessioni può suscitare la porta di un autobus? Quanta arte, filosofia, antropologia, letteratura, un oggetto vecchio e un po’ improbabile può evocare, se guardato con i giusti occhi?
Non parliamo di una porta qualunque, in verità, ma della porta uscita/entrata di un vecchio bus: rimasta sola, però, senza bus, come “rifiuto” oppure… come componente da riutilizzare. La porta, per mesi alloggiata all’interno di Pomili Demolizioni Speciali srl, hub di economia circolare che gestisce anche un centro di raccolta e riutilizzo, ha vissuto un giorno fortunato quando è stata trovata da una laureanda dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Veronica Sponilli l’ha cercata, infatti, per scrivere su di lei la sua tesi per il Diploma di II Livello in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo.
E così, un oggetto che rischiava di diventare un rifiuto, è rinato a nuova vita, ispirando memorie, pensieri filosofici ed evocazioni letterarie. Perché una porta è uno spazio di passaggio, un simbolo del limite, e se funzionante come nel nostro caso, anche una possibilità che si apre o meno, un dinamismo che rompe la linearità, e molto altro ancora. In un viaggio infinito di scoperta, guidati dalle parole di Simmel, Bachelard, Eliade, Rilke, Dostoevskij.
Con Dostoevskij la tesi si apre e si chiude, spiegandoci l’intensità dell’attimo che, nella poetica dell’autore, “può compensare una vita intera di solitudine e dolore”. Veronica bambina, ieri attraversava la porta del bus, dopo attese fatte di ansia e di incertezza. Veronica giovane donna e artista, oggi riconosce quell’istante: lo riconosce come un piccolo miracolo quotidiano e decide di celebrarlo, esplorando l’altrove ricchissimo che quella porta le apre ora. Un percorso che lo staff di Enciclopediambiente è felice di aver potuto condividere e assaporare, leggendo il lavoro ultimato. Complimenti e grazie alla dottoressa Veronica Sponilli!
Foto: Veronica Sponilli
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