Verde urbano
L’espressione si riferisce ad alberi e altra vegetazione presente nelle città. Si parla anche di foresta urbana, che include tutti gli aspetti del verde urbano, quali: lembi di bosco, viali alberati, grandi parchi, orti urbani, giardini, ville storiche, aree verdi nei quartieri e verde architettonico che include “boschi verticali” e i tetti verdi.
Diversi studi hanno dimostrato che, oltre a ricoprire un ruolo decorativo, il verde urbano è fondamentale per il benessere dei cittadini.
In primis, contribuisce al miglioramento della qualità dell’aria, ripulendola dall’inquinamento. Gli alberi catturano la CO₂ e offrono refrigerio naturale, mitigando il clima; un beneficio di crescente importanza in contesti urbani sempre più caldi a causa della crisi climatica. Il verde urbano è essenziale anche per la conservazione della biodiversità nelle città. Infine, gli spazi verdi urbani sono fondamentali per il benessere psicofisico della cittadinanza. Favoriscono attività di svago, sport e relax per persone di ogni età, contrastando, ad esempio, rischi di salute legati alla sedentarietà. Diminuiscono il senso di stress e alienazione, mettendo a disposizione bellezza e un luogo di incontro sociale slegato da dinamiche economiche.
Per queste ragioni è importante sviluppare una strategia nazionale del verde urbano con criteri e linee guida per la promozione di foreste urbane e periurbane.
Ad oggi esistono diverse leggi, sia a livello mondiale ed europeo sia nazionale, per preservare e favorire la creazione di aree verdi nelle città.
Le Nazioni Unite, tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile, indicano in più punti l’importanza del verde urbano e le sue funzioni, sottolineando la necessità di progettare aree verdi nella pianificazione delle città. Hanno, inoltre, incluso tra gli obiettivi dell’UN Sustainable Development Goals (SDGs) del 2015 per città più resilienti e inclusive quello di assicurare, entro il 2030, spazi verdi sicuri e accessibili. Anche nell’UN Habitat III del 2017 si fa riferimento allo sviluppo di città con spazi pubblici e verdi di qualità. La Convenzione per la Biodiversità delle Nazioni Unite incoraggia le Parti (e i governi locali e subnazionali) a incorporare nella pianificazione urbana e periurbana elementi relativi alla biodiversità, comprese le infrastrutture verdi (Decisione XII/9).
Nell’Unione Europea, la Strategia sulla Biodiversità del 2020 nel target 2 dà voce all’esigenza di ripristinare almeno il 15% degli ecosistemi degradati e di mantenere, preservare e valorizzare gli ecosistemi urbani e i relativi servizi, incorporando l’infrastruttura verde e le nature based solutions nella pianificazione del territorio.
In Italia la cornice politica e normativa legata al verde urbano si esplica nella Strategia Nazionale per la Biodiversità, adottata nel 2010 dalla Conferenza Stato. La strategia include 15 Aree di lavoro, tra cui quelle sulle “Aree urbane” di cui ci si impegna a contrastare la perdita e la degradazione, integrando nei piani di governo del territorio quelli di gestione del verde. Nel 2013 è entrata in vigore la Legge n. 10 del 14 gennaio 2013, ovvero: “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che rappresenta l’unico riferimento normativo nazionale in tema di verde urbano, sia pubblico che privato. Secondo questa legge sono le amministrazioni comunali e gli enti territoriali i responsabili della gestione e pianificazione degli spazi verdi per il miglioramento della qualità della vita nelle città, e per la tutela degli alberi monumentali.
Lo standard nazionale per la Gestione Sostenibile del Verde Urbano è un’integrazione della legge 10/2013, a cui affianca le “Linee guida per la gestione del verde urbano” del Comitato per lo Sviluppo del Verde pubblico, la norma UNI/PdR 8:2014 e i Criteri ambientali minimi (CAM) per il servizio di gestione del verde pubblico. Grazie a questo standard le amministrazioni comunali e gli enti territoriali possono gestire e pianificare il verde urbano. Lo standard è costituito da sei criteri: ciclo globale del carbonio, salute e vitalità degli ecosistemi, funzioni produttive, diversità biologica, funzioni protettive della gestione, altre funzioni e condizioni socio-economiche. A questi si aggiungono 26 “Linee guida” (con indirizzi di gestione generali e obbligatorie) e 44 “indicatori”, elementi operativi su cui è possibile impostare la propria gestione. Ogni indicatore è costituito da un “parametro di misura” (unità di misura con cui si valuta quell’indicatore) e da una “soglia di criticità” (definisce il livello minimo che quell’indicatore deve rispettare per poter essere valutato positivamente).
Fonti: lipu.it, mase.gov.it, pefc.it, isprambiente.gov.it
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Definizioni correlate: alberi monumentali, biodiversità, foresta, rigenerazione urbana
Collegamenti esterni: Vademecum del verde urbano (pdf Lipu); PNRR e verde urbano