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Filtrazione

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Filtrazione

La filtrazione consiste nel passaggio di un liquido, o gas, attraverso un mezzo che svolge azione purificante, in questo modo vengono rimossi i corpi estranei presenti.

Per quanto riguarda l’acqua, si tratta di una tecnica di potabilizzazione per rimuovere solidi sospesi, della grandezza, di solito, di frazioni di millimetro e di diversa natura (organica, inorganica, microbiologica). Resistono alla filtrazione alcuni tipi di batteri e virus, sostanze di origine naturale e antropica con dimensioni da 0,001 a 0,01 micron e sali disciolti in forma ionica. Esistono diverse tecniche di filtrazione dell’acqua, applicate in base alla composizione e al livello di purezza che si desidera ottenere. Il solido può essere separato dal liquido attraverso:

  • gravità, rimuovendo il materiale in sospensione tramite decantazione.
  • mezzi granulari, come filtri a sabbia. A questo può essere abbinato un dosaggio di prodotti chimici per coagulare o flocculare (sistema attraverso cui il solido tende a separarsi formando dei fiocchi in sospensione).
  • filtrazione fisica, tramite barriere o prodotti chimici
  • separazione a membrana.

La filtrazione può essere applicata attraverso impianti di trattamento domestico, generalmente tramite cartucce filtranti ad azione meccanica dove si interpone al passaggio dell’acqua una barriera costituita da una maglia filtrante con una determinata dimensione dei fori, tutto ciò che ha dimensioni fisiche superiori viene trattenuto, il resto passa. L’acqua ottenuta è così chiarificata.

La filtrazione tangenziale avviene, invece, grazie all’uso di alcune membrane. Non tutta l’acqua attraversa l’elemento filtrante: il flusso in ingresso viene diviso in due parti, il permeato (acqua filtrata) e il concentrato (percentuale di acqua che viene scartata).

Attraverso la microfiltrazione è possibile ottenere un grado di filtrazione dell’ordine dei micron. Si utilizzano membrane microporose, costituite da polimeri sintetici o di materiale ceramico, che trattengono minuscole particelle. Questo sistema garantisce la rimozione di impurità o torbidità, è in grado di trattenere cloro e altre sostanze indesiderate, elimina odori e sapori sgradevoli e migliora il sapore dell’acqua. La microfiltrazione viene usata nel trattamento di acque potabili e reflue, impiegata nell’industria alimentare per il trattamento di liquidi come vino e latte al fine di migliorarne la conservabilità.

L’ultrafiltrazione opera separando fisicamente le sostanze presenti nell’acqua tramite membrana semipermeabile, caratterizzata da pori con un diametro intorno a 1-100 nm (millimicron), in grado di catturare un’elevata quantità di solidi sospesi. È in grado di rimuovere cloro, batteri, torbidità, elementi sospesi, virus e sostanze organiche. È una tecnica molto sicura, impiegata anche per pulizia e detersione, disinfezione e sterilizzazione di dispositivi medici. Sia la microfiltrazione che l’ultrafiltrazione non producono acqua di scarto durante il processo.

Altre tecniche sono la nanofiltrazione e l’osmosi inversa, differiscono per tipologia di membrana e, quindi, per le dimensioni delle particelle trattenute. Impediscono il passaggio di virus, batteri ed endotossine; migliorano la qualità organolettica dell’acqua. L’osmosi inversa elimina le sostanze disciolte nell’acqua fino ai singoli ioni, riducendo così anche la salinità dell’acqua.

 

Fonti: waterbattle.culligan.it, Culligan blog

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Definizioni correlate: acqua

Collegamenti esterni: Video Altroconsumo: depuratori per l’acqua


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