Rigenerazione urbana
Il termine Rigenerazione urbana si riferisce ai programmi di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare urbano che puntano a garantire qualità e sicurezza dell’abitare, dal punto di vista sociale e ambientale, in particolare nelle periferie più degradate. Questi interventi limitano il consumo di territorio, salvaguardando il paesaggio e l’ambiente. Non prevedono, quindi, demolizione e ricostruzione a carattere speculativo, bensì miglioramenti atti a rendere gli edifici compatibili dal punto di vista ambientale – con l’impiego di materiali ecologici – e il più possibile autonomi dal punto di vista energetico – con il progressivo ricorso alle fonti rinnovabili.
Negli interventi di rigenerazione urbana si comprendono anche miglioramenti tali da limitare l’inquinamento acustico e raggiungere standard adeguati per trasporti pubblici, presenza di luoghi di aggregazione sociale, culturale e religiosa, impianti sportivi e aree verdi, esercizi commerciali. Tutto ciò che permetta di ottenere un complessivo innalzamento della qualità della vita degli abitanti.
L’Unione europea ha messo ufficialmente al centro delle sue politiche la rigenerazione urbana con il “Recovery Plan per la rigenerazione urbana”, piano di sviluppo focalizzato su città ed edifici sostenibili. Progetti di rigenerazione urbana sono compresi anche nel PNRR all’interno del programma europeo Next Generation EU per la ripresa economica e sociale del paese, dopo la pandemia di COVID-19.
La storia della rigenerazione urbana europea inizia nel 2007, con l’approvazione del cosiddetto Leipzig Charter, un piano per lo sviluppo sostenibile dei centri urbani, seguito dalla Dichiarazione di Toledo del 2010, dall’Agenda Territoriale del 2011 e dal Patto di Amsterdam del 2016 attraverso il quale è stato annunciato per la prima volta l’obiettivo di ricostruire ogni anno il 2% degli edifici cittadini presenti nel continente.
Fonti: treccani.it, ispionline.it, temi.camera.it
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Definizioni correlate: sviluppo sostenibile