Centri di riuso
I centri per il riuso sono spazi attrezzati dove chiunque può consegnare ciò che non utilizza più e che può essere utile ad altri, allungando così il ciclo di vita dei beni. Hanno finalità sia ambientali sia sociali: concorrono a ridurre la produzione di rifiuti, favorendo il riuso. In più i centri di riuso offrono un sostegno alle fasce sensibili della popolazione, rendendo disponibili beni usati e creando opportunità di lavoro per persone disoccupate, disabili o svantaggiate. I centri di riuso non si occupano di riparazione, cioè: non prevedono processi trasformativi attraverso macchinari e, perciò, hanno un basso costo energetico ed economico. Il riuso può avvenire attraverso l’utilizzo dell’oggetto per lo stesso scopo per cui è stato creato, per uno completamente diverso oppure anche attraverso il semplice passaggio di proprietà dell’oggetto.
Non esiste ad oggi una norma specifica che regoli i centri di riuso. È accezione comune, anche se non esplicitata formalmente, che un centro di riuso, per essere definito come tale, debba essere gestito da un soggetto non profit; il quale debba agire di concerto con un ente locale o azienda di igiene urbana e con un Centro di raccolta comunale, intercettando, in aree preliminari, beni e materiali prima che diventino formalmente rifiuti. Nei pressi dei centri di raccolta possono anche essere individuati spazi dedicati alla prevenzione della produzione di rifiuti, con l’obiettivo di consentire la raccolta di beni da destinare al riutilizzo, nel quadro di operazioni di intercettazione e schemi di filiera degli operatori professionali dell’usato autorizzati dagli enti locali e dalle aziende di igiene urbana).
In alcuni testi normativi o di pianificazione e indirizzo i centri di riuso vengono menzionati facendo un rimando diretto al comma 6 dell’art. 181 del Dlgs 152/06 (Testo Unico Ambientale):
6. Gli Enti di governo d’ambito territoriale ottimale, cioè i Comuni, possono individuare appositi spazi, nelle vicinanze dei centri di raccolta (di cui all’articolo 183, comma 1, lettera mm), per l’esposizione temporanea, finalizzata allo scambio tra privati, di beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo.
La differenza sostanziale è che, mentre i CPPR sono impianti ambientali autorizzati che possono “trasformare” rifiuti in prodotti preparati per il riutilizzo, i Centri di riuso sono piattaforme per lo scambio di beni usati finalizzate alla prevenzione dei rifiuti, dunque materiali e oggetti che non occorrono più al proprietario precedente vengono consegnati intenzionalmente in questi Centri per non farli divenire rifiuti.
Fonti: economiacircolare.com, labelab.it, ambiente.regione.emilia-romagna.it, rispettailtrentino.it
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Definizioni correlate: Economia circolare, Riuso, Centro di Preparazione per il Riutilizzo (CPPR)
Collegamenti esterni: https://www.ilsole24ore.com/