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Ecologia profonda

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Ecologia profonda

La deep ecology è una filosofia ambientale, sostenuta da una visione olistica, che afferma il valore intrinseco di tutti gli esseri viventi e della natura, al di là dell’utilità che questi possono avere per l’essere umano.

Gli esseri umani sono considerati parte integrante del mondo naturale, dovrebbero quindi coesistere con le altre specie senza che la loro azione rechi danno alcuno. Secondo questa filosofia tutte le specie (compresa quella umana) sono fortemente connesse con la natura e interdipendenti; il focus, più che sull’appartenenza a differenti entità, è sulle relazioni tra le entità naturali all’interno di un’ampia comunità ecologica.

Natura ed esseri viventi non-umani non sono, dunque, oggetti isolati da indagare, osservare, sfruttare o salvare; sono bensì parti di una totalità che comprende e fonda il nostro sé ecologico.

Il sé ecologico è un concetto fondamentale dell’ecologia profonda. L’idea è che la nostra identità non si limiti all’io individuale ma si estenda a comprendere l’intera biosfera. L’identificazione ecologica porta a percepire la sofferenza della natura (ad esempio di un fiume inquinato) come una ferita personale, il che non punta a risvegliare il senso di colpa ma è, piuttosto, un invito a fare esperienza diretta della natura, ad allargare i confini del sé. Si tratta di una reale – e non metaforica – trasformazione della percezione del sé, che comprende di appartenere totalmente alla natura, in un processo di ampliamento dell’identità definito autorealizzazione.

Questa prospettiva rappresenta una rivoluzionaria presa di coscienza della nostra essenziale unità con l’ambiente e pone gli esseri umani in un ruolo di responsabilità, in quanto protettori del mondo naturale, di cui vanno garantiti la salute e l’integrità.

Il termine fu coniato nel 1973 in un articolo del filosofo Arne Naess (The shallow and the deep, long-range ecology movement), sulla scia della prima Giornata della Terra del 1970, in risposta alla tradizionale visione incentrata sull’uomo come centro del mondo naturale e sull’ambiente come risorsa da sfruttare a suo beneficio. La filosofia di Naess propone uno spostamento da un punto di vista antropocentrico – insostenibile e dannoso per la natura, poiché ha creato l’attuale crisi ambientale – a uno ecocentrico – dove l’uomo non è né superiore né separato dalla natura.

Naess conia anche il termine ecologia superficiale (shallow ecology) in diretta opposizione a quello di ecologia profonda, con esso si vuole riferire a pratiche e principi ecologici basati su pragmatismo, politica e tecnologia; un’ecologia che dà la priorità al benessere umano piuttosto che all’ecosistema, che pratica la protezione e conservazione dell’ambiente solo quando vantaggiose per l’uomo e che punta semplicemente a limitare i danni.

Con l’ecologia profonda, invece, vengono messe in discussione le premesse della scienza e della società contemporanee e si evidenzia come la causa dei problemi ecologici sia da ricercare nelle decisioni economiche, politiche e sociali. Si sottolinea, dunque, la necessità degli umani di riconoscere il loro posto nel mondo e di vivere armoniosamente con esso. Ciò può comportare delle modifiche allo stile di vita, per orientare le quali Naess ha creato gli otto principi fondamentali dell’ecologia profonda:

  1. rispettare il valore intrinseco di ogni forma di vita
  2. rispettare la ricchezza e la diversità della vita
  3. rispettare e difendere il diritto alla vita
  4. ridurre la pressione demografica e l’eccessiva interferenza umana con il mondo non-umano
  5. modificare radicalmente le politiche economiche, tecnologiche e ideologiche
  6. mutare le politiche in modo che le strutture economiche, ideologiche e tecnologiche risultino profondamente diverse da quelle attuali
  7. necessario cambiamento ideologico che consiste nell’apprezzare la qualità della vita piuttosto che perseguire un tenore di vita sempre più elevato
  8. di cercare di implementare, direttamente o indirettamente, i cambiamenti necessari

In questa prospettiva ribaltata, in cui la natura da patrimonio dell’umanità diventa ciò a cui tutti apparteniamo, i valori cui l’essere umano deve ispirarsi cambiano e divengono quelli della conoscenza, della serenità mentale, della percezione e dell’attenuazione dell’ego; in controtendenza con gli attuali valori della società consumistica.

Nell’ecologia profonda il concetto di ambiente viene superato da quello di un’entità psicofisica più vasta cui tutti apparteniamo: la Natura, un sistema autocorretivo dotato di mente.

A sostegno del concetto di ecologia profonda Naess introduce una vera e propria ecosofia: una saggezza ecologica che integra scienza, riflessione filosofica e pratiche di vita. Non è una scienza descrittiva (come l’ecologia) poiché essa è normativa e prescrittiva, anche se non esiste un’unica ecosofia valida per tutti, ognuno deve sviluppare la propria a partire dalle proprie intuizioni e dal proprio ambiente.

 

Fonti: lifegate.it, ealp.it, ildodopensiero.it

 

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Definizioni correlate: ambiente, ecologia, ecosistema, risorsa naturale

Collegamenti esterni: Primo articolo in cui Naess parla di ecologia profonda, Scheda libro di Arne Naess Siamo l’aria che respiriamo: saggi di ecologia profonda


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