ATF (Authorised Treatment Facility) / Autodemolizione (impianto di)
ATF (Authorised Treatment Facility) o impianto autorizzato di trattamento è un impianto di recupero di parti, materiali e smaltimento di rifiuti derivanti dalle operazioni di autodemolizione, comprensivo di messa in sicurezza (“bonifica”) del veicolo fuori uso (Vfu) trattato e di rottamazione di macchinari e apparecchiature deteriorati e obsoleti.
In un ATF i veicoli fuori uso possono essere demoliti interamente o smembrati in pezzi da demolire o riutilizzabili su altri veicoli ancora funzionanti e in buone condizioni. Le tipologie di rifiuti da smaltire in una demolizione sono: materie plastiche, pneumatici e altri materiali in gomma, rottami ferrosi, rottami metallici misti, vetri, batterie al piombo, marmitte catalitiche e oli esausti. Ognuno prevede un diverso percorso di recupero, riciclo o smaltimento. A differenza della vecchia concezione di autodemolizione, un ATF è per sua stessa natura un hub di economia circolare, posizionandosi come l’ultimo tassello della filiera automotive.
Per ogni fase della demolizione è previsto uno specifico settore. “Linee guida sul trattamento dei veicoli fuori uso. Aspetti tecnologici e gestionali” realizzato dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) delinea i criteri e le regole attraverso cui è stato determinato il corretto dimensionamento di un impianto, con le sue relative zone, per ottimizzare le attività lavorative, garantendo la completa tracciabilità del veicolo oggetto del processo, dalla fase iniziale di accettazione fino al completo recupero-smaltimento di tutte le sue parti. Gli impianti di demolizione dei veicoli fuori uso devono essere gestiti in modo tale da evitare ogni contaminazione del suolo, deve impedire il rilascio di fluidi pericolosi e la formazione di odori o la dispersione di polveri e gas.
I veicoli fuori uso rappresentano un flusso considerevole di rifiuti, per questo sono oggetto di molteplici studi della Commissione europea che ha costruito il gruppo di progetto europeo End of life vehicles nell’ambito della Strategia sui flussi prioritari dei rifiuti. Questi studi hanno portato all’approvazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, trasposta nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 24.6.2003, n. 209. Il D. Lgs.209/2003 ha portato a una modernizzazione della filiera di trattamento, adeguata a specifici requisiti tecnici e ad assicurare un funzionamento efficiente, razionale ed economicamente sostenibile. Le finalità di questo decreto legge sono: la riduzione dell’impatto generato sull’ambiente dalla gestione dei veicoli fuori uso, il corretto funzionamento del mercato interno (evitando distorsioni della concorrenza) e lo sviluppo delle attività legate al recupero e riciclaggio di materiali provenienti dai veicoli.
Aspettando a breve la nuova normativa europea riguardante il settore (prevista per fine 2026), già la precedente direttiva del 2015 ha fissato l’obiettivo di recuperare e reimpiegare almeno il 95% del peso di ogni veicolo.
In Italia è previsto il PRA (Pubblico registro automobilistico) anche per fornire informazioni, precise e attendibili, sulla gestione dei veicoli a fine vita. La cancellazione dal PRA è l’ultima fase di vita del veicolo e comporta la perdita dello status di bene mobile registrato e l’acquisizione di quello di bene mobile comune e di fatto, anche se non sempre, la qualifica di rifiuto.
Fonti: regione.lazio.it, isprambiente.gov.it
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Definizioni correlate: economia circolare, rifiuto, riuso, veicolo fuori uso
Collegamenti esterni: https://www.notiziarioautodemolitori.eu/2025/10/15/il-centro-di-autodemolizione-come-hub-di-economia-circolare/ , https://www.eemj.eu/index.php/EEMJ/article/view/4192