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Solvente

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Cosolvente

Uno dei componenti di una soluzione, generalmente quello presente in maggiore quantità o quello che, allo stato puro, si presenta nello stesso stato di aggregazione della soluzione. Anche, qualsiasi sostanza capace di scioglierne un’altra, in genere senza alterarne la natura chimica.

Comunemente i solventi sono dei liquidi, nelle condizioni normali di temperatura e pressione; in diversi casi però fungono da solventi anche metalli o sali fusi o anche gas liquefatti; l’acqua rappresenta il solventi più comune (è detta talvolta solventi universale, perché capace di sciogliere numerose sostanze), ma sono largamente usati moltissimi altri composti (solventi non acquosi). La solubilità di una sostanza in un solventi dipende dalla natura chimica di entrambi, dalla temperatura, dalla pressione ecc. (solubilità); in molti casi si verifica che un composto scioglie a preferenza quelle sostanze che hanno in comune con esso gruppi funzionali, analogie strutturali ecc.; così, l’acqua scioglie gli alcoli e molti idrati di carbonio, composti che contengono gruppi −OH; gli idrocarburi sciolgono molti costituenti del petrolio ecc. In alcuni casi il solventi provoca la ionizzazione del soluto (solvente ionizzante).

I solventi usati industrialmente appartengono praticamente a tutte le classi dei composti chimici noti: idrocarburi (frazioni di petrolio, terpeni, idronaftalina ecc.), alcoli (metilico, etilico, butilico, propilico, glicoli, glicerina ecc.), fenoli, eteri, aldeidi, chetoni, esteri, cloroderivati, composti azotati, solforati ecc. Fra i liquidi inorganici agiscono da solvente il solfuro di carbonio, i derivati alogenati del fosforo ecc. Le caratteristiche più importanti dei solventi, sulle quali si basano essenzialmente i criteri di scelta nelle applicazioni, sono: tensione di vapore, temperatura di ebollizione, calore di vaporizzazione, infiammabilità, immiscibilità con altri liquidi, esplosività, tossicità. Fra i numerosissimi campi di applicazione delle varie classi di solventi, i più importanti sono l’industria delle vernici, degli adesivi, delle fibre tessili, dei grassi, degli esplosivi e la separazione di miscele di composti organici o inorganici.

La produzione industriale, in notevole espansione in tutto il mondo, ha raggiunto negli anni 2000 in Europa valori dell’ordine di 5 milioni di t all’anno. La maggiore domanda proviene dall’industria delle vernici e dei materiali di rivestimento. In forte aumento è anche il consumo dei solventi impiegati per la purificazione dei prodotti nell’industria farmaceutica e per processi estrattivi nell’industria alimentare. All’aumento della domanda di solventi si è aggiunta, peraltro, la sempre più avvertita esigenza di proteggere la salute degli operatori e di salvaguardare l’ambiente. Ciò ha stimolato negli anni 1990 la ricerca di solventi a minor impatto sulla salute e sull’ambiente. Nel campo delle vernici, sempre maggiore interesse vanno assumendo i sistemi alternativi alla tecnologia tradizionale basata sull’impiego di polimeri diluiti in solventi organici (mediamente una parte di solventi per una parte di polimero). Così, oltre ai sistemi che tendono a diminuire il rapporto solvente/polimero o a sostituire i solventi organici con l’acqua, si va affermando anche la tecnologia (detta radiation curing) che adotta formulazioni del tutto prive di solventi in cui i monomeri, addizionati di adatti fotoiniziatori, vengono reticolati in loco per irraggiamento con radiazioni ultraviolette. 


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Fonte: treccani.it