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Fiume

Un corpo idrico interno che scorre prevalentemente in superficie, ma che può essere parzialmente sotterraneo. [Testo Unico Ambientale,  Definizioni (D.L. 152/2006  Art.53) ]

Massa d’acqua perenne che per l’impulso della gravità si raccoglie e scorre nelle parti depresse del suolo e termina generalmente nel mare. Più di rado termina invece in un lago privo di deflusso verso l’oceano.

Il fiume scorre in un letto alveo, nel quale si distinguono il fondo e le sponde, o ripe, normali. Queste possono essere dovute a escavazione o ad alluvione del fiume stesso. Esse contengono le acque ordinarie e sono superate dalle piene che invadono l’alveo maggiore o zona d’inondazione del fiume, che a sua volta può avere limiti ben definiti dalle pareti rocciose di una valle oppure non averne. Nei piccoli fiumi la profondità dell’alveo è di pochi metri, nei grandi fiumi raggiunge il centinaio.

Il volume d’acqua che passa per una determinata sezione trasversale dell’alveo nell’unità di tempo, o, come si dice, la portata, in un fiume è sempre considerevole. Quando è allo stato di acque basse, o di magra, la portata non è inferiore ai 3 o 4 metri cubi; dallo stato di magra il fiume passa lentamente a quello di piena, cioè di acque abbondanti.

Si suole chiamare sorgente il luogo dove il fiume principia, sia esso realmente una polla che scaturisce dalla roccia, sia invece un lago, una palude, un ruscello uscente da un ghiacciaio o l’estremo punto più alto di un torrentello (ramo sorgentifero) ordinariamente asciutto. Se un fiume si estingue per evaporazione o per infiltrazione in terreno permeabile, non si parla di foce, ma di termine.

Sotto l’attuale clima, i fiumi costituiscono l’energia esogena più importante nel plasmare e spianare la superficie del globo.

 

Fonte: treccani.it (Enciclopedia Italiana)

 


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