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TGEAmbiente: il periodico dell’informazione ambientale (EA-nr.13 del 16/11/2015)

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TGEAmbiente: il periodico dell'informazione ambientale (EA-nr.13 del 16/11/2015)

Grotte di sale per stoccare le energie rinnovabili britanniche. Oli usati: 9 mila tonnellate raccolte in Puglia dal COOU nel 2014. Il Politecnico di Zurigo tenta di battere il record: l’aereo solare degli studenti sta per attraversare l’Amazzonia. Contabilità ambientale: bonus ambientale negato se non esplicitato nella dichiarazione dei redditi. Gestione rifiuti: il Ministro Galletti risponde al Question Time in Senato. Wattway, anche in Francia arriva la strada fotovoltaica. L’idea del Oak Ridge National Laboratory: con AMIE l’auto elettrica stampata in 3D accende la luce di casa. Qualità delle acque destinate al consumo umano: pubblicata direttiva UE. Rifiuti: meglio la differenziata, ma stessa produzione. Raccolta differenziata dei rifiuti: la maglia nera va al Molise. Centro di coordinamento Raee: Rapporto annuale 2014.


Grotte di sale per stoccare le energie rinnovabili britanniche
(articolo di proprietà del sito www.rinnovabili.it)
Grandi volumi di aria compressa saranno trattenuti in grotte artificiali per alimentare delle turbine nei momenti di bisogno: è il nuovo progetto di un’azienda britannica che ha ora avviato i lavori
L’Unione europea finanzierà con 6,5 milioni di euro il nuovo progetto di energy storage della Gaelectric. La società, con sede nel Regno Unito, ha in progetto di realizzare un impianto ad aria compressa per lo stoccaggio dell’energia in alcune caverne sotterranee vicino Larne, nell’Irlanda del Nord. Le grotte sono state ricavate in alcuni depositi di sale “geologicamente unici” nella costa orientale dell’ex-contea di Antrim e sono localizzate ad una profondità di ben 1500 metri. L’idea è quella di impiegare l’elettricità proveniente da impianti rinnovabili a produzione variabile, come l’eolico e il fotovoltaico, per comprimere l’aria ed iniettarla in queste caverne sotterranee durante le ore di maggiore produzione. Quando la domanda aumenta, l’aria viene rilasciato in superficie e riscaldata con del gas naturale affinché aumenti il proprio volume e la velocità. La miscela (aria+gas) viene utilizzato per azionare una turbina in grado di generare fino a 300 MW di potenza. In questo modo l’elettricità può essere generata utilizzando solo un terzo del gas naturale necessario, rendendo di fatto i prezzi dell’energia meno vulnerabili alle variazioni del mercato del gas. I lavori di realizzazione del primo impianto sono già iniziati e a regime il sistema si estenderà su una superficie di circa 300.000 metri cubi e dovrebbe poter generare abbastanza elettricità per soddisfare i bisogni di migliaia di case. I produttori sostengono che la tecnologia è comprovata da tempo ma “il progetto è tecnologicamente innovativo e ha il potenziale per essere replicato in altre parti dell’Unione europea”, a patto che mostrino “condizioni geologiche adeguate”. Il piano di Larne è già stato incluso come progetto di interesse comune (PCI) nel quadro del programma comunitario per la promozione delle infrastrutture energetiche che attraversano i confini di stato. I fondi dell’Unione europea sono arrivati tramite il progetto Cef, acronimo inglese di Connecting Europe Facility.


Oli usati: 9 mila tonnellate raccolte in Puglia dal COOU nel 2014
(articolo di proprietà del sito www.rinnovabili.it)
La prima tappa del COOU nel tacco d’Italia ha permesso di conoscere i dati sulla raccolta regionale degli oli usati e sensibilizzare la popolazione locale
2.865 tonnellate di oli lubrificanti usati raccolte nella Provincia di Bari nel 2014, su un totale di 8.855 tonnellate recuperate nella Regione Puglia. Sono i dati resi noti dal COOU, (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati) nella conferenza stampa che si è tenuta nel capoluogo, che ha ospitato una nuova tappa di CircOLIamo, la campagna educativa itinerante che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le amministrazioni locali sul corretto smaltimento dei lubrificanti usati. Questa mattina i ragazzi delle scuole hanno visitato il villaggio CircOLIamo partecipando agli educational loro dedicati e sfidandosi a “Green League”, il progetto che prevede un sistema di giochi online finalizzati all’educazione ambientale. Nel 2014 il Consorzio – che coordina l’attività di 72 aziende private di raccolta e di 5 impianti di rigenerazione – ha raccolto in tutta Italia 167 mila tonnellate di olio lubrificante usato, il 98% del totale raccoglibile. «I risultati sono soddisfacenti – ha spiegato Marco Paolilli, responsabile della rete di raccolta del COOU – ma il nostro obiettivo resta quello di raggiungere il 100%». Per questo motivo il Consorzio ha ideato la campagna educativa itinerante CircOLIamo, che in due anni toccherà tutti i capoluoghi di provincia italiani; una campagna a zero emissioni, perché la quantità di CO2 generata sarà compensata attraverso interventi di forestazione in grado di assorbire la CO2 immessa in atmosfera. «La piccola parte che sfugge ancora alla raccolta – ha continuato Paolilli – si concentra soprattutto nel ‘fai da te’: per intercettarla abbiamo bisogno del supporto dalle amministrazioni locali per una sempre maggiore diffusione di isole ecologiche adibite anche al conferimento degli oli lubrificanti usati».


Il Politecnico di Zurigo tenta di battere il record: l’aereo solare degli studenti sta per attraversare l’Amazzonia
(articolo di proprietà del sito www.rinnovabili.it)
Partirà il 22 ottobre da Belem, in Brasile, l’aereo solare senza pilota costruito dagli studenti di ingegneria di Zurigo. Obiettivo: battere un altro record
In 12 ore, l’aereo solare senza pilota dovrà percorrere 400 chilometri, sorvolando la foresta amazzonica, per battere il precedente record mondiale di un aeromobile alimentato a fotovoltaico in una trasvolata sul polmone verde del mondo. La scommessa è degli studenti di ingegneria del Politecnico di Zurigo. La squadra tenterà di spostare più in là i limiti di autonomia dei velivoli solari con il suo UAV denominato AtlantikSolar. Se le condizioni meteorologiche sono favorevoli, l’aereo solare decollerà dalla città di Belem il 22 ottobre. L’oggetto è leggerissimo – solo 6,8 chili – e verrà equipaggiato con una serie di telecamere e sensori atmosferici. Il team è fresco di un altro successo: ha battuto il record mondiale di volo continuo per aeromobili solari inferiori ai 50 chilogrammi, grazie a una tratta di 81,5 ore (oltre quattro giorni e tre notti) in quel di Zurigo. In generale, si è trattato del terzo volo più lungo mai effettuato da un aereo solare. Non solo: è anche il quinto in assoluto, se si prendono in considerazione tutte le trasvolate portate a termine da qualsiasi genere di velivolo. Il sistema è piuttosto simile a quello del più celebre Solar Impulse: il mezzo è dotato di batterie ad alta densità energetica e moduli fotovoltaici. Durante il giorno, l’energia solare ricarica le batterie, che poi permettono all’aereo di proseguire il volo durante la notte. L’obiettivo, tuttavia non è dimostrare che l’aereo solare possa essere utilizzato per voli commerciali: gli studenti stanno cercando di adottare la tecnologia del velivolo senza pilota fotovoltaico sia per il monitoraggio di luoghi colpiti da catastrofe, sia per le ispezioni industriali. La lunga durata del sistema pannelli+batterie consente di mappare vaste aree per lungo tempo, al fine di fornire immagini sempre aggiornate ai soccorritori o informazioni sulle strade ostruite. Il progetto AtlantikSolar è iniziato 10 anni fa ed è guidato da Roland Siegwart, docente di sistemi autonomi al Politecnico di Zurigo: «Ora siamo in una fase in cui abbiamo costruito un paio di questi aerei e stiamo facendo dei test, perché il prossimo obiettivo è il volo a bassa quota, in prossimità del suolo, così che possano mappare il terreno con le telecamere e poi costruire mappe 3D».


Contabilità ambientale: bonus ambientale negato se non esplicitato nella dichiarazione dei redditi
(articolo di proprietà del sito www.tuttoambiente.it)
Il Ministero dell’economia ha precisato, con propria circolare n. 31/E/2013 ha fornito delucidazioni in merito alla possibilità di fruire del c.d. bonus ambientale (art. 6, commi 13-19, L. n. 388/2000, peraltro abrogati dal D.L. n. 83/2012), che prevede il riconoscimento della detassazione per investimenti ambientali.
In particolare i tecnici del Ministero hanno precisato che il suddetto bonus è sempre negato se il contribuente, in sede di dichiarazione dei redditi, non esprime la volontà di fruire dell’agevolazione. Tale chiarimento si è reso necessario in quanto numerosi contribuenti hanno sì indicato l’investimento ambientale realizzato in bilancio, ma hanno omesso di indicare il bonus nella dichiarazione dei redditi: conseguentemente, svariati Uffici periferici hanno negato alle imprese – per gli investimenti eseguiti entro il 25 giugno 2012 – l’utilizzo della relativa agevolazione. Non è stata pertanto ritenuta applicabile, a tale fattispecie, la procedura di correzione degli errori contabili in quanto la mancata indicazione del bonus non costituisce un mero errore contabile, bensì una scelta discrezionale dei contribuenti, che spesso hanno omesso di indicare la deduzione per “ragioni prudenziali frutto di scelta discrezionali”.


Gestione rifiuti: il Ministro Galletti risponde al Question Time in Senato
(articolo di proprietà del sito www.tuttoambiente.it)
Nel corso del Question time dello scorso 15 ottobre in Senato il Ministro dell’Ambiente Galletti ha trattato vari temi ambientali, fra cui i rifiuti, il dissesto idrogeologico e l’ecobonus. Per quanto attiene in particolare la gestione dei rifiuti, il Ministero precisa che si “sta lavorando” sia con nuove norme nazionali che in sede europea “per colmare i ritardi e riparare le colpe del passato, avviando il Paese verso l’unica prospettiva possibile: quella dell’economia circolare, del riciclo e della rigenerazione delle risorse, vera chiave per città più moderne, vivibili, sostenibili e non invase dai rifiuti”. Il Ministro ha fatto il punto sulle procedure d’infrazione europee sui rifiuti (con un cenno anche alla situazione della Regione Campania), sui siti di smaltimento e stoccaggio di rifiuti radioattivi nonché sulle proposte di green economy e di fiscalità ambientale. Galletti ha citato anche il SISTRI, precisando che il sistema è “pienamente operativo per tutti i produttori, trasportatori e gestori di rifiuti speciali pericolosi dal marzo 2014. Fino ad aprile 2015 tutte le sanzioni erano state sospese; a partire da tale data sono entrate in vigore solo le sanzioni sull’omessa iscrizione e sull’omesso versamento del contributo annuale. Tutte le altre sanzioni risultano sospese fino al 1 gennaio 2016 per consentire agli operatori di prendere dimestichezza con il sistema informatico di tracciabilità”. Il Ministro Galletti ha infine dedicato parte del suo intervento al tema dei cambiamenti climatici e dell’efficienza energetica.


Wattway, anche in Francia arriva la strada fotovoltaica
(articolo di proprietà del sito www.rinnovabili.it)
Frutto di cinque anni di ricerca e sviluppo, questa importante innovazione è stata presentata al Salone mondiale dell’Efficienza di Parigi
E’ stata battezzata con l’esplicito nome di Wattway e sarà la prima strada fotovoltaica “Made in France”. Realizzata dall’Istituto Nazionale di Energia Solare (INES) in collaborazione con Colas (società specializzata in infrastrutture di trasporto), Wattway è stata presentata per la prima al Salone Mondiale dell’Efficienza di Parigi. Sul progetto i due partner lavorano da ben cinque anni e il risultato di questi sforzi non delude affatto. “Se coprissimo un quarto delle strade nazionali riusciremmo ad assicurare alla Francia l’indipendenza energetica”, spiega con malcelato orgoglio, Hervé Le Bouc, capo della Colas dal 2007. In realtà l’idea di una pavimentazione solare non è un novità, ma il lavoro francese non ha nulla da invidiare al più celebre progetto di SolaRoad olandese. Al contrario, per come è stata pensata e fabbricata, Wattway promette di rivoluzionare questo settore nascente.
Come è Wattway?
Si tratta di un concetto unico di superficie stradale fotovoltaica: le lastre Wattway comprendono celle fotovoltaiche in silicio policristallino incorporate in un substrato, il tutto spesso pochi millimetri. Lateralmente è collegato un contenitore che incorpora le componenti di sicurezza elettrica. Le lastre sono antiscivolo, resistenti, adattabili a qualsiasi strada e sono state progettate affinché siano in grado di gestire il flusso di tutti i tipi di veicoli, compresi gli autocarri. L’istallazione è semplicissima: basta incollarle direttamente sul pavimento, senza le opere civili ma utilizzando l’infrastruttura esistente.
Una strada fotovoltaica per tutte le stagioni
Protetta da due brevetti, la strada fotovoltaica francese è adatta per fornire l’alimentazione off-grid a illuminazione pubblica, insegne luminose, cartellonistica ma anche abitazioni o uffici. Ad esempio, 20 m² di Wattway dovrebbero fornire abbastanza energia per soddisfare le esigenze elettriche di una famiglia, 1 km di strada lineare attrezzata con queste innovative lastre potrebbe illuminare una città di 5000 abitanti (fonte ADEME). Oggi realizzati nel FabLab dell’INES, i pannelli fotovoltaici mirano a raggiungere il mercato di massa nel più breve tempo possibile, partendo da un prezzo di circa 6 euro il Watt. In questa fase preindustriale, però sarà istallato in diversi siti pilota, con coperture dai 20 mq ai 100 mq, grazie alla collaborazione di partner pubblici (enti locali) e privati (imprese).


L’idea del Oak Ridge National Laboratory: con AMIE l’auto elettrica stampata in 3D accende la luce di casa
(articolo di proprietà del sito www.rinnovabili.it)
Lo scambio di elettricità bidirezionale fra auto elettrica e abitazione non è più solo un’idea. Ad Oak Ridge lo hanno sperimentato con successo
Perché una casa può ricaricare un’auto elettrica e non viceversa? Se lo è chiesto un gruppo di ricerca del Dipartimento energia dell’Oak Ridge National Laboratory (ORNL), mettendo a punto una nuova piattaforma che permette lo scambio di elettricità fra auto elettriche e abitazioni. Si tratta di una speciale tecnologia denominata AMIE (Additive Manufacturing Integrated Energy), pensata per consentire un flusso bidirezionale di energia tra i due “sistemi”. In altre parole, la casa può alimentare ricaricare la batteria del veicolo e quest’ultimo può fornire elettricità all’edificio. Gli scienziati dell’ORNL, inoltre, hanno utilizzato la stampa 3D per costruire sia uno che l’altra. «Con AMIE, stiamo cercando di illustrare quel che il nostro futuro potrebbe essere quando condivideremo i flussi energetici degli edifici con i sistemi di trasporto», ha dichiarato Roderick Jackson, leader del progetto. Le sfide che abbiamo di fronte, spiega l’esperto, non possono aspettare i tempi dell’innovazione che oggi impiega «l’ecosistema energetico» ad evolversi. È necessario, dicono dall’ORNL, trovare soluzioni intelligenti alle possibili interruzioni dei flussi di energia elettrica causati da eventi meteorologici estremi, al problema della povertà energetica in tutto il mondo e della produzione intermittente delle fonti rinnovabili. Il sistema AMIE sperimentato dal team prevede un edificio alimentato da un impianto fotovoltaico a film sottile da 3,2 kW, che viene poi accoppiato con batterie di auto elettriche che permettono lo storage dell’energia rinnovabile. La novità è che l’energia può fluire in entrambe le direzioni tramite un sistema di trasferimento wireless. Questo significa che anche il veicolo può fornire elettricità all’abitazione quando il sole cala o durante giornate nuvolose. «In una direzione, AMIE può caricare la batteria del veicolo – dice Jackson – mentre nella direzione opposta, questo può alimentare AMIE. L’efficienza del sistema bidirezionale di trasferimento di energia wireless è di circa circa l’85%». La casa stampata in 3D utilizzata dall’ORNL per l’esperimento è un monolocale di 20 metri quadri. Il sistema fotovoltaico sul tetto è accoppiato con la batteria di una Fiat 500e montata su un veicolo assemblato, per il 30%, con pezzi prodotti tramite stampa 3D. L’auto pesa 1.800 chili, ma gli esperti stanno già studiando una versione più leggera. Il prossimo step sarà l’alimentazione ad idrogeno e l’uso di batterie di flusso. Nell’abitazione, invece, la stampa copre l’80% dei materiali utilizzati, in particolare plastica rinforzata con fibre di carbonio.


Qualità delle acque destinate al consumo umano: pubblicata direttiva UE
(articolo di proprietà del sito www.rinnovabili.it)
Sulla GUUE L 260 del 7 ottobre 2015 è stata pubblicata la direttiva (UE) 2015/1787 “Direttiva (UE) della Commissione, del 6 ottobre 2015, recante modifica degli allegati II e III della direttiva 98/83/CE del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”. L’allegato II della direttiva 98/83/CE prevede un certo grado di flessibilità nello svolgimento dei controlli di verifica e dei controlli di routine consentendo, in determinate circostanze, dei campionamenti meno frequenti. La nuova direttiva aggiorna, sostituendo interamente detto allegato, le condizioni specifiche per eseguire il controllo dei parametri con frequenza appropriata e la gamma di tecniche di controllo. Le modifiche all’allegato III invece permettono ai laboratori, che effettuano analisi, di operare secondo procedure approvate internazionalmente e di utilizzare norme di prestazione basate su criteri specifici e metodi di analisi che, nei limiti del possibile, siano state convalidate.


Rifiuti: meglio la differenziata, ma stessa produzione
(articolo di proprietà del sito www.puntoagronews.it)
Migliora la raccolta differenziata dei rifiuti nei capoluoghi di provincia italiani, che registrano un valore medio del 43,9% nel 2014, in salita rispetto al 41,15% del 2013 e del 39,26% del 2012. La produzione pro capite di rifiuti urbani, pero’, interrompe la progressiva diminuzione registrata negli ultimi anni di crisi economica e si attesta nel 2014 sui valori del 2013, con una media di 540 kg pro capite, a fronte dei 561 kg/ab del 2012. Questo e’ quanto emerge dalla ventiduesima edizione di ‘Ecosistema Urbano’, la ricerca di Legambiente, realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, sulla vivibilita’ ambientale di 104 capoluoghi di provincia italiani. Dai due indici utilizzati per indagare il campo dei rifiuti, produzione e raccolta differenziata, emerge che Pordenone e’ l’unico capoluogo a superare l’80% di rifiuti raccolti e differenziati (85,4%), seguito da Trento (79,3%), Belluno (78,8%), Mantova (76,7%), tutti oltre il 75%. Bene anche il Sud Italia come Benevento e Salerno, entrambe oltre il 65%, e Oristano e Teramo che superano il 60%.

10°
Raccolta differenziata dei rifiuti: la maglia nera va al Molise
(articolo di proprietà del sito www.vita.it)
Secondo gli ultimi dati Anci-Conai cresce il divario tra il Nord, con impianti di smaltimento rifiuti all’avanguardia, e il Sud, in netto ritardo. Nell’ultimo anno la raccolta differenziata è aumentata del 3,6%, mentre sale del 40% il dato sui Comuni che hanno già superato la soglia richiesta dall’Europa per il 2020
La buona notizia è che «otto Regioni italiane, una in più rispetto al 2013, hanno già raggiunto, con ben 6 anni di anticipo, l’obiettivo UE fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti, mentre oltre 3000 Comuni hanno centrato l’obiettivo con un aumento percentuale a doppia cifra». Lo ha spiegato il delegato Anci ad Energia e Rifiuti, Filippo Bernocchi, che a Roma ha presentato i dati del V Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti. Lo studio evidenzia un lieve aumento (+2,03%) della produzione dei rifiuti nel 2014, termometro inequivocabile di una ripresa dei consumi e, al contempo, un aumento della raccolta differenziata (+3,67%) che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi di riciclo in moltissime realtà. Ma l’Italia rimane un Paese a due velocità, con un Nord dotato sia di impianti più adeguati che di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020. In particolare il Molise risulta una delle regioni italiane più arretrate per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, smaltiti soltanto per il 28,6% da quando è stata ufficialmente avviata la raccolta differenziata e si contenderebbe con la Campania il titolo poco gratificante di regione meno “riciclata” d’Italia. Le Regioni che hanno superato nel 2014 la percentuale del 50% di materiali avviati a riciclo sono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna e la “new entry” Emilia-Romagna. Valle D’Aosta, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania sono invece vicine al raggiungimento dell’obiettivo. I comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di avvio a riciclo sono stati 3.141 (40% in più rispetto al 2013); 9 comuni e due città metropolitane – San Giovanni in Persiceto, Bacoli, Mantova, Fano, Pozzuoli, Guidonia, Parma, Modena, Ravenna, Torino e Milano – hanno ricevuto un riconoscimento per aver centrato l’obiettivo “2020” della direttiva europea del 1998. «Tutti indicatori», ha spiegato Bernocchi, «che mettono in luce come l’Italia sia un sistema virtuoso che non solo non ha niente da invidiare agli altri paesi ritenuti a torto migliori, ma che oggi costituisce, all’interno dello stesso contesto europeo, un modello da imitare. E questo è vero anche in una situazione di crisi strutturale delle regioni del Sud, dove però iniziano a vedersi dei timidi segnali di miglioramento. E’ quindi un’Italia pronta a cogliere la sfida del passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, un Paese nel quale molti Comuni hanno già sviluppato un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori».

11°
Centro di coordinamento Raee: Rapporto annuale 2014
(articolo di proprietà del sito www.ingegneri.info)
Il VII Rapporto annuale sul ritiro e il trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) in Italia elaborato dal Centro di Coordinamento Raee. I dati 2014 confermano la Campania Regione dell’area Sud e Isole con i più alti quantitativi di RAEE raccolti, pari a 14.776.901 kg. Nonostante l’incremento di oltre il 7% rispetto all’anno precedente registrato nella raccolta complessiva, la media pro capite di 2,52 kg di RAEE per abitante mostra ancora una volta un risultato ampiamente al di sotto della media nazionale e molto lontano dagli obiettivi previsti dalla normativa europea. Crescono in maniera molto contenuta anche i Centri di Conferimento che, con 241 Centri di Raccolta e 6 Altri Centri, rappresentano il quantitativo più alto tra le Regioni del Sud e Isole. La media di 4 strutture ogni 100.000 abitanti, rappresenta comunque un dato decisamente sottodimensionato rispetto alla popolazione delle Regione Campania e lontano dalla media nazionale.

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