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  • Aria

    INQUINAMENTO ATMOSFERICO

    Le norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera sono contenute nei titoli I (prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività), II (impianti termici civili), III (combustibili) della parte quinta e nel titolo I (attività di produzione di biossido di titanio) della parte quinta-bis (disposizioni per particolari installazioni) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). Il decreto, ai fini della prevenzione e della limitazione dell’inquinamento atmosferico, si applica agli impianti, inclusi gli impianti termici civili non disciplinati dal titolo II, ed alle attività che producono emissioni in atmosfera e stabilisce i valori di emissione, le prescrizioni, i metodi di campionamento e di analisi delle emissioni ed i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite. Al fine di consentire il raggiungimento degli obiettivi derivanti dal Protocollo di Kyoto e di favorire comunque la riduzione delle emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti, la normativa di cui alla parte quinta del presente decreto intende determinare l’attuazione di tutte le più opportune azioni volte a promuovere l’impiego dell’energia elettrica prodotta da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili ai sensi della normativa comunitaria e nazionale vigente e, in particolare, della direttiva 2001/77/CE e del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, determinandone il dispacciamento prioritario. Questa disciplina sostituisce secondo un preciso regime transitorio il Dpr 203/1988 sugli impianti industriali ed il Dpcm 8 marzo 2002 sulle caratteristiche dei combustibili.


  • Rifiuti

    GESTIONE DEI RIFIUTI

    Il riferimento normativo per la gestione dei rifiuti è rappresentato dai titoli I, II, III, IV della parte IV del Decreto legislativo 3 Aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale – GU n.88 del 14-4-2006 – Suppl. Ordinario n. 96), che ha sostituito il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22 (anche noto come “Decreto Ronchi”). La parte quarta del decreto disciplina la gestione dei rifiuti, anche in attuazione delle direttive comunitarie, in particolare della direttiva 2008/98/CE, prevedendo misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana, prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficacia. La gestione costituisce attività di pubblico interesse e i rifiuti devono essere gestiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare:

    A / senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo,

    nonché per la fauna e la flora;

    B / senza causare inconvenienti da rumori o odori;

    C / senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.

    DISCARICHE

    Il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, in attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti (GU n.59 del 12-3-2003 – Suppl. Ordinario n. 40), stabilisce requisiti operativi e tecnici per i rifiuti e le discariche, misure, procedure e orientamenti tesi a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare l’inquinamento delle acque superficiali, delle acque sotterranee, del suolo e dell’atmosfera, e sull’ambiente globale, compreso l’effetto serra, nonché i rischi per la salute umana risultanti dalle discariche di rifiuti, durante l’intero ciclo di vita della discarica.

    INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

    Il decreto legislativo11 maggio 2005, n. 133, in attuazione della direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti (GU n.163 del 15-7-2005 – Suppl. Ordinario n. 122), si applica agli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti e stabilisce le misure e le procedure finalizzate a prevenire e ridurre per quanto possibile gli effetti negativi dell’incenerimento e del coincenerimento dei rifiuti sull’ambiente, in particolare l’inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonché i rischi per la salute umana che ne derivino. Il decreto disciplina:

    A / i valori limite di emissione degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti;

    B / i metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti;

    C / i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una elevata protezione dell’ambiente contro le emissioni causate dall’incenerimento e dal coincenerimento dei rifiuti;

    D / i criteri temporali di adeguamento degli impianti di incenerimento e di coincenerimento di rifiuti esistenti alle disposizioni del presente decreto.


  • Acque

    TUTELA DELLE ACQUE DALL’INQUINAMENTO E GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE

    Le norme in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche sono contenute rispettivamente nella sezione II e nella sezione III della parte III del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – norma in materia ambientale (GU n. 88 del 14-4-2006 – Suppl. ordinario n. 96). La sezione II (che si estende dall’articolo 73 all’articolo 140) definisce la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee perseguendo i seguenti obiettivi:

    A / prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;

    B / conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi;

    C / perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili;

    D / mantenere la capacita’ naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacita’ di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate;

    E / mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità contribuendo quindi a:

    1/ garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualità per un utilizzo idrico sostenibile, equilibrato ed equo;

    2 / ridurre in modo significativo l’inquinamento delle acque sotterranee;

    3 / proteggere le acque territoriali e marine e realizzare gli obiettivi degli accordi internazionali in materia, compresi quelli miranti a impedire ed eliminare l’inquinamento dell’ambiente marino, allo scopo di arrestare o eliminare gradualmente gli scarichi, le emissioni e le perdite di sostanze pericolose prioritarie al fine ultimo di pervenire a concentrazioni, nell’ambiente marino, vicine ai valori del fondo naturale per le sostanze presenti in natura e vicine allo zero per le sostanze sintetiche antropogeniche;

    F / impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico.

    Il raggiungimento degli obiettivi indicati al comma 1 si realizza attraverso i seguenti strumenti:

    A / l’individuazione di obiettivi di qualità ambientale e per specifica destinazione dei corpi idrici;

    B / la tutela integrata degli aspetti qualitativi e quantitativi nell’ambito di ciascun distretto idrografico ed un adeguato sistema di controlli e di sanzioni;

    C / il rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato, nonché la definizione di valori limite in relazione agli obiettivi di qualità del corpo recettore;

    D / l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi idrici, nell’ambito del servizio idrico integrato;

    E / l’individuazione di misure per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento nelle zone vulnerabili e nelle aree sensibili;

    F / l’individuazione di misure tese alla conservazione, al risparmio, al riutilizzo ed al riciclo delle risorse idriche;

    G / l’adozione di misure per la graduale riduzione degli scarichi, delle emissioni e di ogni altra fonte di inquinamento diffuso contenente sostanze pericolose o per la graduale eliminazione degli stessi allorché contenenti sostanze pericolose prioritarie, contribuendo a raggiungere nell’ambiente marino concentrazioni vicine ai valori del fondo naturale per le sostanze presenti in natura e vicine allo zero per le sostanze sintetiche antropogeniche;

    H / l’adozione delle misure volte al controllo degli scarichi e delle emissioni nelle acque superficiali secondo un approccio combinato.

    La sezione III (articoli 141-169) disciplina la gestione delle risorse idriche e del servizio idrico integrato per i profili che concernono la tutela dell’ambiente e della concorrenza e la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni del servizio idrico integrato e delle relative funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane. Il servizio idrico integrato e’ costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie. Le presenti disposizioni si applicano anche agli usi industriali delle acque gestite nell’ambito del servizio idrico integrato.

    AMBIENTE MARINO

    Il decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190 – Attuazione della direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (GU n.270 del 18-11-2010) – , in attuazione della direttiva 2008/56/CE, istituisce un quadro diretto all’elaborazione di strategie per l’ambiente marino e all’adozione delle misure necessarie a conseguire e a mantenere un buono stato ambientale entro il 2020. Nell’ambiente marino, nel rispetto di quanto disposto al comma 1, deve essere garantito un uso sostenibile delle risorse, in considerazione dell’interesse generale. A tal fine le strategie per l’ambiente marino:

    A / applicano un approccio ecosistemico alla gestione delle attività umane per assicurare che la pressione complessiva di tali attività sia mantenuta entro livelli compatibili con il conseguimento di un buon stato ambientale;

    B / salvaguardano la capacita’ degli ecosistemi marini di reagire ai cambiamenti indotti dall’uomo;

    C / considerano gli effetti transfrontalieri sulla qualità dell’ambiente marino degli Stati terzi situati nella stessa regione o sottoregione marina;

    D / rafforzano la conservazione della biodiversità dell’ambiente marino, attraverso l’ampliamento e l’integrazione della rete delle aree marine protette previste dalla vigente normativa e di tutte le altre misure di protezione;

    E / perseguono la progressiva eliminazione dell’inquinamento dell’ambiente marino;

    F / assicurano che le azioni di monitoraggio e la ricerca scientifica sul mare siano orientate all’acquisizione delle conoscenze necessarie per la razionale utilizzazione delle sue risorse e potenzialità.

    Il decreto, per i fini previsti dal comma 1, contribuisce alla coerenza tra le diverse politiche settoriali, gli accordi, le misure legislative, gli strumenti di conoscenza e monitoraggio, gli strumenti di pianificazione e programmazione che hanno un impatto sull’ambiente marino e mira a garantire l’integrazione delle implicazioni ambientali nelle stesse politiche settoriali.

    GESTIONE DELLA QUALITÀ DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE

    Il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116 – Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE. (GU n 155 del 4-7-2008 ) – e’ finalizzato a proteggere la salute umana dai rischi derivanti dalla scarsa qualità delle acque di balneazione anche attraverso la protezione ed il miglioramento ambientale ed integra le disposizioni di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Il decreto stabilisce disposizioni in materia di:

    A / monitoraggio e classificazione della qualità delle acque di balneazione;

    B / gestione della qualità delle acque di balneazione;

    C / informazione al pubblico in merito alla qualità delle acque di balneazione.

    Il presente decreto si applica alle acque superficiali o parte di esse nelle quali l’autorità competente prevede che venga praticata la balneazione e non ha imposto un divieto permanente di  balneazione.

    Le norme del presente decreto non si applicano:

    A / alle piscine e alle terme;

    B / alle acque confinate soggette a trattamento o utilizzate a fini terapeutici;

    C / alle acque confinate create artificialmente e separate dalle acque superficiali e dalle acque sotterranee.


  • Energia

    / Pacchetto clima-energia 20-20-20: l’Ue impone agli Stati membri entro il 2020 di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, di raggiungere il 20% di dipendenza energetica da fonti rinnovabili e incrementare del 20% il risparmio energetico.

    / Direttiva 2001/77/Ce sostituita dalla direttiva 2009/28/Ce sulle fonti di energia rinnovabili.

    / Direttiva sull’efficienza energetica n. 2012/27/Ue

    / Direttiva sull’efficienza energetica in edilizia n. 2010/31/Ue.

    / Direttiva 2009/125/Ce sull’efficienza dei prodotti che consumano energia e sulla progettazione ecocompatibile.

    / Direttiva 2010/30/Ue sull’efficienza dei prodotti che consumano energia e sul “labelling”, cioè sulle informazioni sul consumo energetico che devono recare le etichette da mettere sui prodotti.

    / Legge 23 Agosto 2004, n. 239 sul riordino del sistema energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia. (GU n.215 del 13-9-2004): nell’ambito dei principi derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, sono principi fondamentali in materia energetica, ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, quelli posti dalla presente legge. Sono, altresì, determinate disposizioni per il settore energetico che contribuiscono a garantire la tutela della concorrenza, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, la tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica fatta salva la disciplina in materia di rischi da incidenti rilevanti, la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema al fine di assicurare l’unita’ giuridica ed economica dello Stato e il rispetto delle autonomie regionali e locali, dei trattati internazionali e della normativa comunitaria. Gli obiettivi e le linee della politica energetica nazionale, nonché i criteri generali per la sua attuazione a livello territoriale, sono elaborati e definiti dallo Stato che si avvale anche dei meccanismi di raccordo e di cooperazione con le autonomie regionali previsti dalla presente legge. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano che provvedono alle finalità della presente legge ai sensi dei rispettivi statuti speciali e delle relative norme di attuazione.

    / Legge 23 luglio 2009, n. 99: disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia di energia (sicurezza del settore energetico) (GU n.176 del 31-7-2009 – Suppl. Ordinario n. 136):

    / DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83: Misure urgenti per la crescita del Paese. (GU n.147 del 26-6-2012 – Suppl. Ordinario n. 129): nel capo IV (Misure per lo sviluppo e il rafforzamento del settore energetico) e nel capo VIII (Misure per l’occupazione giovanile nella green economy e per le imprese nel settore agricolo del titolo III (Misure urgenti per lo sviluppo economico).

    / Dlgs 29 dicembre 2003, n. 387: Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità (GU n.25 del 31-1-2004 – Suppl. Ordinario n. 17): il presente decreto, nel rispetto della disciplina nazionale, comunitaria ed internazionale vigente, nonché nel rispetto dei principi e criteri direttivi stabiliti dall’articolo 43 della legge 1° marzo 2002, n. 39, e’ finalizzato a:

    A / promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità nel relativo mercato italiano e comunitario;

    B / promuovere misure per il perseguimento degli obiettivi indicativi nazionali di cui all’articolo 3, comma 1;

    C / concorrere alla creazione delle basi per un futuro quadro comunitario in materia;

    D / favorire lo sviluppo di impianti di microgenerazione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, in particolare per gli impieghi agricoli e per le aree montane.

    / Dlgs 3 marzo 2011, n. 28 28/2011: Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. (11G0067) (GU n.71 del 28-3-2011 – Suppl. Ordinario n. 81): Il presente decreto, in attuazione della direttiva 2009/28/CE e nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge 4 giugno 2010 n. 96, definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Il presente decreto inoltre detta norme relative ai trasferimenti statistici tra gli Stati membri, ai progetti comuni tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative, all’informazione e alla formazione nonché all’accesso alla rete elettrica per l’energia da fonti rinnovabili e fissa criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi.

    / Dlgs 19 agosto 2005, n. 192 192/2005 (attuazione della direttiva 2002/91/CE) sull’efficienza e sul rendimento energetico in edilizia, aggiornato nel 2013 con le norme di recepimento della direttiva 2010/31/Ue (GU n.222 del 23-9-2005 – Suppl. Ordinario n. 158):il presente decreto promuove il miglioramento della prestazione energetica degli edifici tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi. Inoltre definisce e integra criteri, condizioni e modalità per:

    A / migliorare le prestazioni energetiche degli edifici;

    B / favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici;

    B-bis / determinare i criteri generali per la certificazione della prestazione energetica degli edifici e per il trasferimento delle relative informazioni in sede di compravendita e locazione;

    B-ter / effettuare le ispezioni periodiche degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva al fine di ridurre il consumo energetico e le emissioni di biossido di carbonio

    C / sostenere la diversificazione energetica;

    D / promuovere la competitività dell’industria nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico;

    E / coniugare le opportunità offerte dagli obiettivi di efficienza energetica con lo sviluppo di materiali, di tecniche di costruzione, di apparecchiature e di tecnologie sostenibili nel settore delle costruzioni e con l’ occupazione;

    F / conseguire gli obiettivi nazionali in materia energetica e ambientale;

    G / razionalizzare le procedure nazionali e territoriali per l’attuazione delle normative energetiche al fine di ridurre i costi complessivi, per la pubblica amministrazione e per i cittadini e per le imprese;

    H / applicare in modo omogeneo e integrato la normativa su tutto

    il territorio nazionale;

    H-bis / assicurare l’attuazione e la vigilanza sulle norme in materia di prestazione energetica degli edifici, anche attraverso la raccolta e l’elaborazione di informazioni e dati;

    H-ter / promuovere l’uso razionale dell’energia anche attraverso l’informazione e la sensibilizzazione degli utenti finali.