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Alterazione chimica per idrolisi

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Alterazione chimica per idrolisi

Nel quadro generale del disfacimento chimico delle rocce, sono tuttavia i processi di alterazione per idrolisi quelli che rivestono maggior significato. Essi interessano infatti i silicati, costituenti fondamentali delle rocce ignee e presenti anche, in percentuali variabili, in quelle metamorfiche e in quelle sedimentarie. Fra i minerali silicatici sono particolarmente sensibili a questo tipo di alterazione i feldspati e i feldspatoidi e, in misura minore, gli anfiboli, i pirosseni, le miche ferrifere, ecc. L’alterazione dei silicati per via idrolitica è resa possibile dal fatto che l’acqua è parzialmente dissociata nei suoi ioni costituenti (H+ e OH-) e si comporta, di conseguenza, come un acido debole, capace di attaccare i sali di altri acidi più deboli ancora, quali sono appunto i silicati. Poiché il grado di dissociazione dell’acqua cresce con la temperatura, l’intensità e la rapidità dei fenomeni di disfacimento raggiungono valori massimi nelle regioni caldo-umide della fascia intertropicale. L’alterazione idrolitica dei silicati si realizza gradualmente attraverso diversi stadi e non sempre si raggiunge quello finale. Il primo stadio comporta l’allontanamento di alcuni cationi (sodio, potassio, calcio, magnesio, ferro, ecc.), che si combinano con il gruppo ossidrilico formando delle basi, e la contemporanea formazione di silicati idrati di alluminio (minerali argillosi). Tale processo si identifica con la cosiddetta alterazione siallitica o caolinizzazione dei feldspati. Negli stadi successivi (alterazione allittica e alterazione alluminosa) anche i minerali argillosi di neoformazione vengono attaccati e scomposti con separazione di silice (colloidale e microcristallina), idrossidi di ferro e alluminio, ecc., che sono i principali costituenti dei suoli lateritici. In una fase successiva, che si realizza soprattutto nelle zone equatoriali, anche la silice unitamente agli idrossidi ferrici può essere allontanata, in soluzione o sospensione, dalle acque dilavanti e percolanti: nel residuo si crea così un arricchimento indiretto di ossidi e idrossidi di alluminio, componenti fondamentali dei suoli bauxitici (alterazione bauxitica).


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